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I “piccoli” di Vicenza delusi e abbandonati dalla politica. A picco la fiducia nel Governo

Delusi, soli, abbandonati, sfiduciati. Sono gli imprenditori e gli abitanti della provincia di Vicenza. La sensazione è che il circuito virtuoso tra lavoro, impresa e società che ha spinto lo sviluppo del Nord Est per alcuni decenni ora «si sia interrotto». Il rischio, afferma l’analisi che accompagna il decimo rapporto sulla società vicentina realizzato da Demos & Pi e diretto da Ilvo Diamanti per l’Associazione industriali della provincia, è che l’inversione di rotta, avvenuta in pochi anni, «rischia di contrastare la tendenza espansiva durata per almeno un ventennio». Se nel recente passato la società e l’impresa vicentine avevano compiuto una sorta di “marcia su Roma”, acquisendo potere e visibilità prima economica e poi politica, «oggi emerge una spinta di segno diverso, quasi opposto» che le porta di nuovo «alla periferia del sistema». Il timore è di «aver perso la spinta propulsiva che ha garantito crescita e benessere» nel dopoguerra e soprattutto dagli anni settanta in avanti. Alla percezione di una centralità economica della provincia vicentina, nelle risposte degli intervistati fa da contraltare la convinzione di essere sempre più periferici dal punto di vista politico. La previsione è che nei prossimi anni questo squilibrio possa livellarsi verso il basso, «nel senso che la debolezza politica della realtà locale si rifletterà anche sul piano economico». Il dato più significativo in questo senso è sicuramente il vero e proprio crollo della fiducia nel Governo che nella seconda metà di giugno (periodo in cui è stata effettuata l’indagine) è scesa addirittura sotto il 10%, meno della metà rispetto ad un anno fa.

 Scarica i risultati completi dell'indagine che lunedì 4 luglio verrà presentata nel corso dell'assemblea della associazione degli industriali vicentini.

L'articolo integrale che spiega i motivi della delusione è sul Sole 24 Ore di domenica 3 luglio.

  • giuseppe |

    A #giuseppe saporito rispondo che in effetti la ricerca rileva la tendenza dei giovani a lasciare Vicenza e la provincia, in cerca di opportunità. Certo non è incoraggiante constatare che siamo tornati indietro di oltre un secolo.
    A #giuseppe bonomo e a Gerardo rapini: capisco il risentimento nei confronti di Equitalia per i suoi eccessi, ma non si può dimenticare il livello di evasione fiscale che affligge il Paese. E parlo da lavoratore dipendente…
    La delusione dei vicentini (e non solo), credo che sia provocata piuttosto dalle molte mancate promesse che chi ha governato il paese negli ultimi dieci anni non ha mantenuto. Le responsabilità riguardano sia il cdx che il csx, ma è evidente che il peso maggiore ricade su chi è stato al potere più a lungo e si è preoccupato – dicono gli intervistati – solo della giustizia. E, aggiungo io, guardando più ai problemi personali del premier che all’interesse generale. Nel frattempo Tremonti ha impedito che il debito esplodesse, e di questo il Paese deve ringraziarlo, ma nessuno si è preoccupato del denominatore, cioè della crescita del Pil, come ha ricordato oggi MArio Monti.

  • Gerardo Rapini |

    E’ vero quel che dice il Sig. Bonomo. Per me scoprire Equitalia e tutti i misfatti collegati (così poco democratici e tanto vessatori) ha creato un senso di disagio e di voglia di fuga da questo paese. Ma davvero il PDL sta facendo di tutto per passare la patata bollente del pareggio del deficit al PD, che a sua volta sta facendo di tutto (vedi il silenzio assordante dei suoi leader) per rimandare al mittente la situazione? e noi in mezzo!

  • giuseppe bonomo |

    è tutto vero,il vero motivo della delusione si chiama EQUITALIA, il killer delle imprese che sta mettendo sul lastrico il 90% DELLE IMPRESE.Infatti Bossi a Pontida si era scagliato contro equitalia ( INVANO)spinto dai piccoli imprenditori.Se non si abolisce l’anatocismo, poichè decuplica il debito, vera causa del disastro economico. su questo punto non sente ne il cdx, ne il csx.In Sardegna siamo in piena reccessione, dato di Bankitalia del 27/6/2011/. Giuseppe Bonomo piccola impresa dalla Sardegna.

  • giuseppe saporito |

    Fine 800 inizi 900 più di dieci milioni di imprenditori emigrarono dall’Italia in cerca di lavoro, non è così, “un paese che scorda il proprio passato non ha futuro” .

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