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La produttività non cresce: ecco di chi è la colpa

La produttività media del lavoro si misura come rapporto tra la produzione (output) e il numero di persone necessarie a realizzarla, o in alternativa le ore lavorate. Questa è la teoria. Nella realtà la cosa non è così semplice, comporta problemi di misurazione ai quali l'Istat sta lavorando.

Salvatore Rossi, da luglio prossimo sarà segretario generale della Banca d'Italia ma fino a oggi ne è stato il capo-economista guidando per anni la ricerca economica di via Nazionale. Una voce autorevolissima, dunque.

L'andamento della produttività – ha spiegato Rossi qualche giorno fa - dipende sostanzialmente da quattro fattori. 

1) La volonta e l'impegno del lavoratore;

2) il livello di competenza del lavoratore; 

3) gli strumenti che  l'azienda mette a disposizione del lavoratore;

4) il capitale organizzativo e cioè la capacità di combinare i diversi fattori di produzione.

"Facendo la scomposizione del peso di questi diversi fattori – ha affermato Rossi – scopriamo che la responsabilità maggiore della mancata crescita della produttività è proprio nella carenza di capacità organizzativa e cioè di combinare i fattori necessari per realizzare la produzione".

Gli impreditori ma anche i sindacati hanno materia per meditare.

Leggi anche l'appello lanciato sul Sole 24 Ore a imprese e sindacati.

  • ing |

    da ingegnere meccanico rimango alquanto perplesso quando leggo la lista dei “fattori” influenti sulla produttività sopra riportata; in un mondo tecnologico la produttività del lavoratore dipende in maniera quasi esclusiva dal sistema tecnologico in cui è inserito, a chi viene in mente di usare ancora oggi categorie buone per le botteghe artigiane medioevali?

  • Stefano Sylos Labini |

    Si può anche affermare che la produttività del lavoro dipende dalla qualità del prodotto. Infatti il miglioramento della qualità dei prodotti può permettere di aumentare le vendite e quindi può far espandere la produzione. Così si possono mettere in moto le economie di scala che determinano la riduzione dei costi fissi per unità di prodotto e può aumentare la produzione per addetto ossia la produttività del lavoro che fa diminuire il costo del lavoro per unità di prodotto. E per realizzare prodotti di migliore qualità servono più ricerca e sviluppo, maggiori investimenti nella modernizzazione degli impianti, lavoratori stabili e qualificati che attraverso la loro conoscenza ed esperienza possono dare una spinta fondamentale ai processi di innovazione.

  • ugo |

    @pierluigi, hai mai provato a cuocere gli spaghetti con l’acqua fredda?

  • fabio |

    ma di che parla il sig. Rossi: ma perche’ non si dice che un azienda per vincere un appalto deve elargire dal 10 al 20% del fatturato. Perche’ non si parla della tassazione alle imprese, tra le piu’ alte in europa. Perche’ non si accenna ai mille cavilli burocratici che solo le imprese private devono assolvere (quelle pubbliche ne sono virtualmente esenti). Il sig. Rossi parla di teorie, perche’ da cento anni sta seduto sui libri a studiare economia. Cominciasse ad aprire una sua aziendina, a metter in pratica le sue teorie, e poi ce lo venga a raccontare

  • pierluigi |

    evviva! abbiamo scoperto l’acqua calda

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