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Ha vinto Brexit. Cosa può accadere ora che la Gran Bretagna è fuori dallUnione europea

Ha vinto Brexit e il Regno Unito ESCE dalla Ue. Cosa può succedere?

  •  Sicuramente si apre una fase di incertezza che potrebbe durare almeno un paio d’anni, il tempo di definire la “causa di divorzio”. Di sicuro ci sarà una bella scossa di assestamento sui mercati e nelle istituzioni comunitarie: passata l’idea che l’Unione europea non è irreversibile, tutto può accadere e i mercati sempre più alla ricerca di occasioni speculative cercheranno ogni pretesto per puntare al rialzo o al ribasso.
  • L’accordo di febbraio decade. Ma – come dice l’ex presidente del Consiglio e due volte commissario Ue, Mario Monti – costituisce comunque un pericoloso precedente per chi, domani, dovesse chiedere condizioni migliori per restare nella Ue minacciando l’uscita come ha fatto Londra.
  • Secondo gli ottimisti Brexit sarà un vantaggio per l’Unione che si sarà liberata di un paese membro così ingombrante che ha sempre remato contro qualsiasi cosa che non fosse il mercato unico.
  • Secondo i pessimisti, la Ue sarà monca perché uno dei grandi se ne va, e comunque la governance politica dell’Unione – che non è stata adeguatamente modificata come avrebbe dovuto essere in occasione dell’allargamento del 2004, eliminando completamente il diritto di veto – continuerà a creare i problemi di funzionamento e la difficoltà decisionali a cui abbiamo assistito.
  • Ci sono poi tutte le possibili conseguenze sull’economia reale, ma più sul Pil inglese che su quello europeo, dal momento che sono gli sbocchi di mercato della GB che potenzialmente si riducono di molto, mentre gli altri restano in un mercato unico di 450 milioni di persone.
  • Le conseguenze potrebbero essere gravi (anche per la City) se si scatenasse una guerra commerciale con barriere tariffarie, dazi e gabelle. Ma sembra un prospettiva remota. Come ha affermato Romano Prodi al Forum del Sole 24 Ore, contano le competenze, le infrastrutture, la lingua. A meno che gli altri 27 non decidano di introdurre limiti alla circolazione dei capitali da e per Londra (ma riusciranno mai a mettersi d’accordo?) non succederà niente.
  • Ci sono poi alcuni problemi molto concreti: il contributo del Regno Unito al Bilancio Ue (Londra è un contributore netto ma dal 1984 gode di uno conto cospicuo); la ridefinizione degli accordi commerciali con la Ue e con gli altri partner commerciali; il riesame della legislazione che oggi deriva per il 50% da norme Ue e sono 6987 i regolamenti direttamente applicabili sul territorio del Regno Unito.
  • Dall’altro lato del tavolo si pone il problema del futuro dell’Unione europea: potrebbe aprirsi davvero la strada delle cooperazioni rafforzate, ripartendo da un nucleo ristretto, i 6 paesi fondatori, per esempio, più quelli che ci vogliono stare. Il primo banco di prova sarà la sicurezza e la difesa comuni. A fine mese Federica Mogherini, alto rappresentate per la politica estera e la sicurezza dovrebbe presentare al Consiglio la proposta della Commissione. Sarà più facile senza Uk? Difficile dirlo oggi.