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Le lobby nazionali e il gasdotto Nord Stream 2: per la Commissione Ue «un caso complicato»

La scorsa settimana ha fatto clamore la notizia dell’uscita del giurista Carlo Zadra dalla squadra di esperti del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. Il caso del gasdotto Nord Stream 2 che raddoppia il collegamento tra la Russia e la Germania coinvolgendo società tedesche e francesi, oltre che russe, dimostra  l’importanza per i governi nazionali di saper gestire le presenze dei propri connazionali nelle istituzioni comunitarie. E fa giustizia del formalismo ipocrita che vuole basate solo su competenze, merito e qualifiche le nomine nell’esecutivo europeo. I funzionari comunitari sono formalmente indipendenti, ma possono diventare punti di riferimento fondamentali per le cancellerie nelle varie direzioni o nei gabinetti dei commissari. L’Italia è sempre stata poco attenta a questo aspetto o se lo è stata, non è riuscita ad essere efficace come tedeschi, inglesi e (meno che in passato) francesi.