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Verso un nuovo trattato europeo, passando per Londra

La fonte più autorevole a dare la notizia è stato Mario Draghi, nelle ultime righe del suo intervento sul Sole 24 Ore il 31 dicembre scorso. “Bisogna creare le condizioni affinché tutti i paesi possano prosperare in modo indipendente. Tutti i membri devono essere in grado di sfruttare i vantaggi comparati all’interno del mercato unico, attrarre capitale e generare posti di lavoro” affermava Draghi al termine del suo ragionamento sulle politiche necessarie per creare stabilità e prosperità in Europa. Tradotto: nel 2015 l’Unione europea dovrà rinegoziare un nuovo trattato per creare le condizioni per la crescita.

Il negoziato, però, non potrà cominciare solo dopo le elezioni britanniche di maggio e il confronto si svilupperà in funzione del risultato di quelle elezioni: “Se le vincicchia il Labour e viene sostenuto dal Scottish National Party allora è uno scenario. Se Cameron resta in sella allora sono guai per tutti, a cominciare dagli inglesi” commenta un esperto di diritto comunitario di lungo corso. Insomma, Londra sarà una tappa obbligata per il cammino dell’Unione, più importante delle elezioni in Grecia.