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Dove va la democrazia. Da Aristotele alla Bce, passando per la Cancellieri e le primarie del Pd

Qualche giorno fa, in un viaggio in treno, si commentavano col vicino di posto le prime pagine dei giornali: il caso Cancellieri, le primarie del Pd, la decadenza di B., l'Imu… E il mio vicino (se ho capito bene fa l'econometrico di mestiere) mi ha attaccato un "pippone" che è una vera e propria lezione sull'evoluzione della democrazia. Ad un certo punto, mentre parlava, ho preso mentalmente appunti. Ecco un resoconto molto molto fedele.

 

"Gli istituti base della democrazia rappresentativa occidentale sono nati in un'epoca in cui non esisteva la possibilità tecnica di telecomandare milioni di persone. Naturalmente, i meccanismi base della retorica sono ben noti dai tempi di Aristotele e Gorgia; gente come Pietro l'Eremita, in grado di infiammare le folle sulle idee più pazzesche, è sempre esistita; grandi virtuosi della percezione, come Michelangelo o Bach, in grado di farti uscire da un'esperienza estetica diverso da come ci sei entrato senza che tu sappia il perché, sono il sale dell'umanità da quando pittavamo i bufali nelle grotte.

E però, è solo col XX secolo che l'umanità acquisisce il controllo su due tecnologie intrinsecamente nuove: La capacità di mandare messaggi anche molto complessi, a costi tutto sommato abbordabili, a milioni di recettori contemporaneamente, istantaneamente e se necessario a grandissime distanze (e quindi l'elettronica, l'elettrotecnica e l'informatica); la comprensione precisa dei meccanismi dell'inconscio e la loro manipolabilità a fini commerciali (e quindi la psicanalisi, la sua applicazione alla semiotica e il marketing scientifico).

La seconda è particolarmente importante: conoscerai meglio di me esempi delle incredibili capacità, che quelli del mestiere hanno e sfruttano, di introdurre in un messaggio apparentemente innocuo e anodino una serie di sottomessaggi subliminali che portano il destinatario a pensare, volere, desiderare (o volendo, odiare e disprezzare) qualsiasi cosa ci si prefigga. Ai tempi di Giotto l'artista lo faceva in modo artigianale, sulla base del puro talento.

Oggi la cosa è accuratamente e minuziosamente ingegnerizzata; lo sappiamo tutti. La democrazia liberale ha come assunto (talmente ovvio che nessuno si è mai dato la pena di esplicitarlo) che l'elettore si forma i propri convincimenti su se stesso e sul mondo in relativa autonomia. Ossia, che sia tecnicamente impossibile per chicchessia un controllo puntuale ed istantaneo sulla Weltanschauung di un numero di persone grande abbastanza da essere politicamente rilevante.

Questo era vero ai tempi di Tocqueville, di John Stuart Mill. O anche di Gramsci. Comincia a scricchiolare col famoso dibattito televisivo Kennedy-Nixon. Prende la mazzata finale con Ronald Reagan, Silvio Berlusconi e Beppe Grillo.

Oggi, le elezioni (nei paesi ricchi) non sono più gare fra ideologie, o scontri fra gruppi di potere, o lotte di classe. Sono un concorso a chi ha i creativi più creativi, gli uffici stampa più efficienti, le antenne più grosse. In questo contesto, che l'informazione ceda il passo all'infotainment è talmente necessario (storicamente necessario) che è quasi una legge fisica. E allora, ci deve governare chi è più bravo a occupare i media (social e non)? Ovviamente, no. Ma qual è l'alternativa? Naturalmente, poiché il mondo reale è sempre dieci passi in avanti rispetto alla nostra capacità di analizzarlo, l'alternativa è già in atto, e si chiama oligarchia tecnocratica.

Alla fin fine, dell'IMU o dell'ICI o della TRISE o di quel che è chi se ne frega, nel grande schema del mondo. Ma che l'euro sia in mano a un idiota eletto da coglioni, no. Per cui, Mario Draghi non ha la legittimazione del popolo sovrano. Grazie al cielo".

  • Il cielo sopra francoforte |

    La cosa più intelligente e onesta che ho letto in rete da molto tempo in qua: solo la tecnocrazia illuminata alla Draghi ci può salvare dalla democrazia degli imbecilli telecomandati. Basta guardare le bufale eonomico finanziarie di cui sono piene le zucche dei grillini, dalla banca centrale europea privata al Bilderberg, al signoraggio, ecc.

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