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La sentenza “Kadi II” e l’embargo europeo all’Iran

La Corte di giustizia europea ha dato ragione ad un finanziere saudita che secondo il comitato Onu per le sanzioni è vicino ad al-Qaeda e il cui nome è stato inserito nella black list dei soggetti sottoposti ad embargo. In seguito alla sentenza "Kadi II", l'Unione Europea dovrà depennare il nome del signor Kadi dall'elenco. Il motivo? La Commissione europea non ha le prove per dimostrare alla Corte di giustizia che le accuse mosse al finanziere saudita sono fondate. Il caso Kadi riguarda l'emabrgo del 2001 agli "stati canaglia" ma avrà ripercussioni soprattutto su quelli più recenti imposti all'Iran.

Ora però si teme l'effetto valanga. Sono una decina i casi analoghi in cui il Tribunale di primo grado ha accolto il ricorso di persone o aziende inserite nelle black list e prima o poi arriveranno al giudizio della Corte, insieme a quelli che si sono visti respingere l'istanza e comunque andranno avanti. 

A monte della vicenda ci sono i rapporti gli Stati Uniti e l'Unione europea. A valle, il nuovo corso della politica iraniana potrebbe rapidamente mutare il quadro geopolitico dei rapporti tra i paesi occidentali e Teheran che non vede l'ora di liberarsi dell'embargo.

Bruxelles non ha le prove: traballa l'embargo nei confronti dell'Iran