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Ecco come lo spread tra Bund e BTp si trasferisce sul costo dei prestiti per imprese e famiglie

I dati ufficiali della Banca d'Italia si fermano a fine agosto ma già mostrano, a partire da giugno, l'accelerazione del trend, in particolare dei prestiti inferiori a un milione di euro che interessano soprattutto le piccole e medie imprese. Secondo le rielaborazioni del Centro Studi Confindustria, il differenziale chiesto dalle banche alle imprese, rispetto all'Euribor a tre mesi che è il riferimento per questo tipo di finanziamenti, era salito al 2,6% (o 260 punti base) con un salto di 40 punti base rispetto alla quota del 2,2% su cui era rimasto bloccato da dicembre dello scorso anno e comunque il record della serie storica che parte da gennaio 2005. In media (compresi i prestiti sopra il milione) lo spread è salito a 190 punti base, anche in questo caso al top dall'inizio della serie. Nei prossimi giorni arriveranno i dati di settembre e la convinzione diffusa è che ci troveremo di fronte ad un altro "gradino", quello stesso che già le imprese si sono trovate davanti chiedendo un prestito.

Cinghia di trasmissione.

«Per le banche non c'è niente da fare – spiega il responsabile corporate di un istituto italiano di medie dimensioni controllato da un gruppo straniero -: di fronte all'aumento del costo della raccolta, legato in buona parte all'aumento del differenziale di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi, non si può fare altro che trasferire sui clienti questo aggravio». In pratica, quando una banca chiede soldi al mercato si trova davanti la "concorrenza" dei titoli di Stato italiani che per essere collocati devono offrire un rendimento molto elevato, che tanga conto dello spread. A loro volta le banche, per raccogliere liquidità (con conti deposito o con obbligazioni) devono offrire almeno lo stesso rendimento che offre lo Stato, ma quasi sempre di più. I conti sono presto fatti, dal momento che dai 300 punti base di fine agosto, lo spread tra Bund e BTp a settembre è salito di oltre 70 punti base, vicino a quota 370 pb ma con un paio di picchi a 400 che a ottobre si sono consolidati. Con l'accelerazione di ieri e oggi siamo ormai a 550 punti base.  «L'impatto sulle imprese è progressivo, non immediato» spiega Fabrizio Guelpa, responsabile Industry & Banking dell'ufficio studi di Intesa SanPaolo. Ma la direzione è inquivocabile. E vista l'eccezionalità della situazione, potrebbe essere anche più veloce che in passato. Se questi livelli non si ridurranno rapidamente, il trasferimento dello spread sui prestiti sarà inevitabile, avvicinando sempre di più il sistema al credit crunch.

Del resto, sugli effetti negativi nel lungo termine di un aumento del costo della raccolta per le banche e delle ricadute sul mercato del credito aveva avvertito la stessa Banca d'Italia nelle audizioni sulle manovre d'agosto. Per i mutui l'effetto è ancora più pesante poiché scontano scadenze molto più lunghe rispetto ai prestiti commerciali. «Esiste il rischio concreto di un credit crunch anche passivo – spiega Alessandra Lanza di Prometeia – se le imprese rinunciano al credito perché troppo caro. Chi sarà costretto a indebitarsi comunque per continuare a lavorare avrà conseguenze pesanti sulla redditività».

Il rischio-Italia.

Tutto parte dall'impennata del rischio-Italia che aumentando il costo della raccolta dello Stato, costringe le banche a pagare di più il funding non solo attraverso le obbligazioni ma anche sui conti correnti e vincolati. «A questo si somma la difficoltà di rientro delle sofferenze che sarà ancora più lento con il raffreddamento della congiuntura e che hanno un tasso di default altissimo» ricorda Guelpa (il tasso di default delle sofferenze è arrivato al 2,5% annuo). Per non parlare degli aumenti di capitale chiesti dall'Eba, l'autorità bancaria europea: le banche coinvolte avranno sempre meno capitale per espandere gli impieghi.

Se l'affidabilità politica del Paese non muta radicalmente nel giro di poche settimane, quello che è successo da giugno in avanti è solo l'antipasto.

 

Leggi anche questo Se l'impresa paga la crisi del debito.

e questo: Spread, titoli di Stato, banche e aziende: l'esperienza di un imprenditore

 

  • Edwin88 |

    Finalmente ho trovato una casa da acquistare che potrebbe andarmi bene però i mutui sono schizzati a livelli incredibili nonostante IRS e tassi BCE siano molto bassi. Ora come faccio ? Volete sapere cosa penso della classe politica e del governo compreso il miliardario che doveva fare il presidente del consiglio ma non è stato assolutamente capace? Non si può scrivere su un forum, sono troppo incavolato..

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