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Ecco perché gli indignados (non i violenti) hanno ragione

Ecco perché gli indignados – non i violenti che abbiamo visto in azione a Roma – hanno ragione. In Europa e ancora di più in negli Stati Uniti.

Concentrare sui salvataggi bancari le risorse degli Stati per combattere la crisi aumenta le disparità e le ingiustizie, concentrando sempre di più reddito e ricchezza nelle mani di pochi. Senza nessun beneficio (o quasi) per la ripresa e la crescita dell'economia reale.

Per approfondire, è utile leggere anche Bancarotta di J. Stigltz.

  • giuseppe |

    Gentilissima Chiara, fa molto piacere sapere di essere seguito con tanta assiduità. Immagino che Lei abbia avuto l’opportunità di leggere sul Sole 24 Ore in edicola oggi un ampio articolo che dà conto dell’importante accordo FII – FEI sottoscritto ieri. Si tratta peraltro di un accordo di cui sempre sul Sole avevo dato notizia poco meno di un anno fa, quando le discussioni tra le due istituzioni erano iniziate da poco. (Spero che anche quell’articolo non le sia sfuggito).
    Quanto all’articolo del marzo scorso a cui Lei fa riferimento, il titolo era: “Primo anno in salita per il Fondo…”. Era un bilancio del primo anno di attività, dalla nascita della Sgr, che esprimeva soprattutto perplessità non tanto sulle potezialità dello strumento ma sulla sovraesposizione mediatica a cui era stato sottoposto (con mega-eventi a Roma e Milano all’inizio e alla fine del 2010). Le attese erano enormi, alimentate anche da incaute dichiarazioni di qualche esponente di vertice del FII.
    All’epoca però era stata chiusa una sola operazione, in circostanze direi fortunose, visto che il titolare dell’azienda in cui il FII era entrato è un esperto di private equity e dunque perfettamente in grado di dialogare con il team del Fondo e di preparare ciò che serviva per aprire il proprio capitale.
    L’articolo evidenziava le enormi difficoltà “culturali” che il fondo stava incontrando man mano che le aziende si candidavano. Scarsa trasparenza dei bilanci, confusione tra finanziamento e capitale di rischio… tutti limiti del nostro sistema imprenditoriale, non del Fondo. Limiti e difficoltà confermati nei mesi successivi. Ma credo che Lei sappia molto bene queste cose. Mi pare di capire, infatti, che Lei conosca il FII molto da vicino.
    Detto questo, se ha seguito con costanza i miei articoli sul sole 24 ore, saprà l’attività del FII è decollata nei mesi successivi. Se fossi presuntuoso, le direi che anche quell’articolo servì da stimolo. Chi telefonò per protestare, si lamentò (ingiustamente) solo del titolo e non del contenuto. Ma non voglio dare tanta importanza ad un semplice articolo di giornale, per quanto si tratti del Sole.
    Oggi il bilancio del fondo è di 5/6 investimenti indiretti in fondi di fondi e 9 investimenti diretti. Il capitale impegnato è quasi il 30% di quei 1.200 milioni a disposizione. Numeri ottimi per un fondo di p.e. oggi operativo da un anno. Ma una goccia nel mare delle 450mila pmi target potenziale.
    Ma non è questo a mio avviso il vero bilancio che bisogna fare. Il bilancio reale non può non tenere conto degli obiettivi che i promotori di questo strumento si sono dati: la crescita non solo dimensionale delle pmi italiane per renderle più solide nella competizione globale. E’ troppo presto, dunque, per tirare le somme e capire quante delle aziedne partecipate dal fondo diventeranno mini-campioncini nazionali. Le assicuro però che la cosa non cadrà nel dimenticatoio. Anche perché sono, come credo anche Lei, tra quelli che si augurano il pieno successo del FII. Per il bene della nostra economia.
    Cordialità, G.C.

  • chiara |

    Mi scuso per l’inappropiratezza del commento. Volevo avere aggiornamenti riguardo al FII (che ieri, mi sembra di aver letto, abbia firmato un’importante partnership con il FEI). Nel suo articolo di marzo l’attività del fondo veniva screditata considerevolmente: avrebbe dati aggiornati dell’attività che possano confermare o smentire le sue riflessioni?
    e nel caso in cui fossero solo illazioni, per giunta perventive, non le pare di essere stato incauto e approssimativo?

  • nano |

    Sottoscrivo in pieno, prima ancora di leggere l’articolo! Il mondo è pieno di gente che ha fatto i soldi in nome del libero mercato e delle proprie capacità (vere o presunte).
    Ora, chi è rimasto ai margini, magari guardato con sufficienza se non con commiserazione, escluso da questi circuiti virtuosi (!!!), escluso dalla famosa “creazione di valore” (capirai…) dovrebbe assistere in silenzio al salvataggio di questi ex-Re Mida! Too big to fail? Ma andate a quel paese…Se il sistema è destinato a saltare (e temo che lo sia) i corposi aiuti statali non faranno che ritardare la creazione su basi più solide di un nuovo equilibrio, di un sistema meno pingue ma più giusto e più equo.
    E ora mi metto a leggere l’articolo (confidando che mi dia ragione…)

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