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Commissione Ue, se le nomine le fanno due tedeschi

european-commission-building-flagsL’attribuzione temporanea in Commissione europea delle responsabilità sul bilancio e sul personale al tedesco Guenther Oettinger, già titolare dell’Agenda digitale, in attesa che si capisca se la corsa di Kristalina Georgieva alla posizione di segretario generale dell’Onu abbia successo o no, è l’ennesima prova dello strapotere tedesco a Bruxelles. Il nodo non è la responsabilità sul bilancio dell’Unione. Lo scandalo sono le competenze sul personale. Tra le funzioni attribuite alla Georgieva fino a qualche giorno fa e ora passate ad Oettinger, infatti, c’è anche l’assenso alle nomine degli altri commissari e nelle direzioni generali. Per i livelli più alti, da direttore in sù, serve anche l’assenso del presidente, Jean-Claude Juncker, cioè del suo capo di gabinetto, il tedesco Martin Selmayr.

In un mese o poco più è quasi nulla la possibilità di incidere in modo significativo sul bilancio, il Quadro finanziario pluriennale, che ha un respiro di ben sette anni. Ma nello stesso arco di tempo si può fare il bello e il cattivo tempo su nomine e trasferimenti di funzionari. Basta che Oettinger e Selmayr siano d’accordo. Come dire: basta che la Merkel sia d’accordo con la Merkel.

Vigilate.