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Grazie all’euro potremmo avere un debito all’80% del Pil. E invece…

Se l'Italia avesse utilizzato i risparmi del costo degli interessi sul debito pubblico ottenuti grazie all'introduzione dell'euro (con tassi molto bassi fino all'esplosione della crisi finanziaria) oggi il rapporto debito-Pil sarebbe all'80% invece che al 130%. A spanne, circa 800 miliardi di euro buttati via, aumentando invece la spesa pubblica senza che ne siano derivati vantaggi tangibili per la collettività. E il Paese oggi si trova come Ulisse che decide di legarsi all'albero della nave per non farsi sedurre dalle sirene. Con la differenza che l'Italia alla seduzione della spesa pubblica (improduttiva) non è riuscita a resistere e si trova senza flessibilità, legata stretta all'enorme albero di 2mila e 100 miliardi che è diventato il debito pubblico. E va contro gli scogli.

Lo ha spiegato con elementare chiarezza l'economista Luigi Zingales, economista della Chicago Booth School of Business ed editorialista del Sole 24 Ore, illustrata in un'audizione davanti ai senatori della commissione Finanze. Vale la pena ascoltare questa appassionata difesa dell'euro, che comunque non tace i difetti dell'Europa.

Zingales ha toccato tanti altri punti, spiegando come dovrebbe cambiare la politica europea e quale contributo potrebbe dare l'Italia nel semestre di presidenza. Una delle cose più importanti è individuare meccanismi di stabilizzazione nell'area euro. Il miglior meccanismo di stabilizzazione che si conosca sono i sussidi di disoccupazione. Bisognerebbe creare uno strumento condiviso a livello comunitario. Funzionano in entrambe le direzioni perché aiutano i paesi in difficoltà ma riducono il surriscaldamento dei paesi in crescita. Oggi servirebbe all'Italia, alla Spagna, alla Grecia. Nel 2005 sarebbe stato utile per la Germania. Strumenti come questo nell'area della moneta unica sono indispensabili per evitare "la meridionalizzazione dell'Italia e del Sud Europa, come accadde alle regioni del nostro Mezzogiorno con l'Unità d'Italia. Unità – sostiene sempre Zingales – che come quella europea fu "un'idea meravigliosa, ma fatta rapidamente e imposta da una piccola elite al resto della nazione. Il risultato fu il dominio politico ed economico del Nord Ovest sul resto dell'Italia, con conseguenze devastanti per le regioni del Sud. L'unificazione europea è molto simile con il risultato che oggi l'Europa è prevalentemente franco-tedesca, con conseguenze devastanti per il Sud Europa". Una prova? Eccola. Gli eurobond che fecero l'Unità d'Italia

  • Giuseppe Chiellino |

    Grazie, Albaz, per la franchezza. Sarebbe così gentile da spiegarmi anche perché?

  • albaz |

    Sig. Chiellino, Lei è un bugiardo, un vero italiano.

  • Andrea |

    Sono d’accordo con Romagnoli. Per quanto suggestivo l oscenari oevocato si basa su presupposti non del tutto veritieri ne verosimili.

  • Giuseppe |

    In entrambi i casi manca la controprova…

  • Marcello Romagnoli |

    E’ già stato dimostrato che la cifra di 800 miliardi che sarebbero stati risparmiati con l’introduzione dell’euro è falsa. Il calcolo infatti nasce supponendo di prendere il tasso d’interesse dei titoli il giorno prima dell’entrata in vigore dell’euro e supponendo che con la lira sarebbe rimasto lì fisso fino ad oggi. In realtà i tassi stavano già riducendosi prima con la lira e sarebbero naturalmente diminuiti anche dopo mantenendola perchè il tasso dipendeva dal tasso americano. E’ innaturale infatti aspettarsi che rimanesse costante con la lira determinando un punto di discontinuità che mai si è visto al mondo. Basta quindi dire menzogne su questo punto. Ricordiamo invece che la spesa pubblica italiana prima della spesa per interessi è da almeno 10 anni in surplus: lo Stato spende meno di quello che prende dalle tasse.

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