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Quello spread di capitale umano che frena i nostri giovani

Riportato a livelli quasi ragionevoli lo spread tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani e tedeschi, le differenze tra le due economie non sono azzerate. Ne restano molte altre, a cui la volatilità dei mercati finanziari è meno sensibile, ma che nel lungo periodo sono determinanti per la crescita. Una di queste è il livello di capitale umano, indice delle capacità di un Paese di svilupparsi in modo sostenibile. Tra gli indicatori del capitale umano c'è il livello di scolarizzazione. E il confronto con la Germania (ma non solo) dimostra che l'Italia «ha ampi margini di miglioramento», per usare le parole di Vittorio Grilli, il viceministro dell'Economia che nelle sue ultime uscite pubbliche ha snocciolato dati inediti dell'Ocse incrociandoli con i livelli di occupazione e disoccupazione e con la crescita del Pil.

- Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/XLaaP

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Temo che il peggio debba tra l'altro ancora arrivare; se il ministro si riferisce ai risultati del progetto IALS e degli studi da questo originati, l'Italia risultava in controtendenza rispetto a TUTTE le altre nazioni esaminate perché le nuove generazioni avevano un profilo peggiore delle vecchie in termini di "life skills".

Sarebbe interessante se potesse linkare le dichiarazioni del ministro di cui parla nell'articolo.

In questo link sul sito della Confcommercio la registrazione della seconda giornata di lavori del forum che si è svolto a Cernobbio dove il ministro Grilli ha parlato dello spread di capitale umano.

http://www.radioradicale.it/scheda/348690/i-protagonisti-del-mercato-e-gli-scenari-per-gli-anni-2000-13-edizione-del-forum-organizzato-da-confcommer
gc

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