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I fondi del Fesr utilizzabili anche per le spese di ricostruzione dopo calamità naturali

Il regolamento che autorizza a finanziare le operazioni di ricostruzione a seguito di disastri naturali anche tramite il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e’ stato approvato dal Parlamento europeo in via definitiva. Nelle norme che regolano la politica di coesione 2014-2020 viene quindi introdotto un percorso prioritario per le operazioni di ricostruzione con un tasso di co-finanziamento che puo’ arrivare fino al 95% di supporto da parte del Fesr. Tali aiuti saranno dati agli Stati membri e alle regioni colpite da disastri naturali grandi o locali, come l’Italia dopo i terremoti di agosto e ottobre, in aggiunta agli aiuti gia’ disponibili grazie al Fondo di solidarieta’ Ue.

Dalla quota Fesr di uno Stato membro per il periodo 2014-2020 può essere prelevato non più del 5%. Su Edilizia & territorio altri dettagli.  Per l’Italia significa la disponibilità di circa un miliardo di euro utilizzabili per la ricostruzione. Non si tratta di fondi aggiuntivi rispetto alla dotazione iniziale, ma soltanto della possibilità di una diversa utilizzazione.

La data di inizio dell’ammissibilita’ delle spese dei beneficiari avra’ effetto retroattivo per poter consentire la copertura delle spese sostenute e pagate dalla data in cui e’ avvenuto il disastro ambientale. Questo regolamento si applichera’ retroattivamente dal primo gennaio 2014.
Il regolamento entrera’ in vigore venti giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione.
La modifica del regolamento era stata proposta a fine novembre dal presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, subito dopo lo sciame sismico in Centro Italia.